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La Rosa di Lesegannor



La Rosa di Lesegannor - Loredana Cicu, Condaghes (2020)

Contro un destino che parrebbe segnato, un romanzo di rinascita e di speranza.

Nascere con un destino già scritto di donna e di serva. È questo che attende Georgia Maria.

Jaku Bàlari, brutale signore di Lesegannor a cui la sua famiglia appartiene, l´ha scelta come sposa, ma rimane di fatto la sua schiava. La sua condizione si aggrava anzi quando il figlio nato dalla coppia non sopravvive. In fuga da soprusi e violenze, Georgia si imbatte in una delegazione di crociati di ritorno in Sardegna dalla Terra Santa, tra cui lo stesso Gonario II, giudice di Torres. La ragazza viene nascosta in un monastero, dove si schiude per lei un mondo di conoscenza e spiritualità, in cui la donna è prima di tutto un individuo da rispettare.

Dare rifugio a una giovane sposa attira però le antipatie di una parte della Chiesa, gelosa degli arcani tesori portati dall´Oriente dai Templari. Jaku Bàlari potrà allora contare su cinici alleati per riabilitare l´orgoglio calpestato e tentare di soffocare la nuova consapevolezza di Georgia Maria.

Autore/i Loredana Cicu
Editore Condaghes
Edizione Cagliari, Gennaio 2020
Pagine -
Collana Narrativa "I Dolmen", n° 27
Genere Narrativa
Supporto E-book 
Prezzo € 5,99
Lingua di pubblicazione Italiano

  Maggiori informazioni

L'opera

«– Ho spesso avuto dei rimpianti, padre, e mi sarebbe piaciuto rinascere uomo. Avrei sofferto meno o, se non altro, avrei imparato meglio tante cose. Cioè tutte quelle cose che sono negate a una donna. – Così Georgia Maria espresse la sua rassegnazione.

– Vi risponderò più avanti su queste vostre parole; sembrate voler annegare gridando “sono perduta” anziché agire per la salvezza.»

 

Note

«– Ho spesso avuto dei rimpianti, padre, e mi sarebbe piaciuto rinascere uomo. Avrei sofferto meno o, se non altro, avrei imparato meglio tante cose. Cioè tutte quelle cose che sono negate a una donna. – Così Georgia Maria espresse la sua rassegnazione.

– Vi risponderò più avanti su queste vostre parole; sembrate voler annegare gridando “sono perduta” anziché agire per la salvezza.»

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