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Se l´inverno declina



Se l´inverno declina - Eliano Cau, Condaghes (2020)

Abstract dell´opera

Autore/i Eliano Cau
Editore Condaghes
Edizione Cagliari, Aprile 2020
Pagine 184
Collana Narrativa tascabile
Genere Narrativa
Supporto Cartaceo 
Prezzo € 14,00
Lingua di pubblicazione Italiano

  Maggiori informazioni

L'opera

Non è solo il suo forte sentire, l´intensità legata a ogni istante della vita, a causare in Eros, giovane matricola di Lettere all'Università di Cagliari, l´affanno nel petto. Dopo aver scoperto che i suoi disturbi al cuore sono legati a un vistoso infossamento allo sterno, decide di partire per Torino e qui farsi operare agli inizi del 1971.
In Sardegna lascia Linda, ragazza che lo ama e lo aspetta, ma Eros, lacerato fra l´ansia del futuro, la paura di morire e la sua passione per gli studi, è tentato da altri amori. In un paese della Valsesia, dove farà tappa prima dell´intervento, conosce la bella Gabrielle, che nasconde un torbido e angoscioso passato. In ospedale incontra Malisa, che lo amerà fin da subito non ricambiata.
Sul suo letto, prima e dopo l´intervento, mentre si dibatte tra un´allettante offerta del cardiochirurgo che lo opererà e il suo sogno di diventare uno scrittore, irrompe la magnetica figura di suor Lia. Gli terrà compagnia la madre, testimone silenziosa di laceranti dilemmi: votarsi a una sola donna? Gettarsi nella fornace dei sensi?


«Il poco vino bevuto mi ha solo reso meno insicuro, quasi sfrontato e un po´ più tachicardico. Gabrielle mi ascolta, isolandosi dal chiasso che ci rintrona. Sempre più vicini, alito per alito. Il battito accelerato al cuore lo devo più a lei che al vino, e lei lo sente. La osservo, aggiungendo all'indagine che già ne feci appena la vidi questa, e le chiedo: – Ma perché sei così lontana, così triste? Chi, cosa ti manca?
Il silenzio si addensa in una lacrima che nessuno vede, copre il tormento dei canti, poi, riemergendo da abissi oscuri lei mi dice: – Hai detto bene senza sapere, Eros: chi mi manca!
Ora ho la certezza che abbia davvero un profondo dolore, e sento che la mia domanda le ha violato l´anima. A parole non insisto, con gli occhi sì, e lei, facendosi più vicina tanto da accendermi ancora di più i sensi, in un bisbiglio mi risponde: – Non sono quella che tu credi, lasciami perdere!»

 
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