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Il poeta e il richiamo della terra natale

Rassegna stampa | La Nuova Sardegna | Sab, 5 Gennaio 2013
TONARA. Isidoro ŽSidoreŽ Poddie aveva finito il servizio militare da soli tre mesi quando -15 aprile 1936- fu richiamato per la campagna dŽautunno di Mussolini. Nel gennaio del 1937 fu mandato in Spagna, Žvolontario forzatoŽ. Era un ragazzo di ventidue anni e veniva da Tonara, la culla di Peppino Mereu, splendido paese montano avvezzo a resistere al dolore del vivere. Era andato alle elementari fin dovŽera possibile allora, la terza classe. Ma alla scuola ŽimpropriaŽ del suo villaggio taciturno il piccolo Sidore apprendeva i segreti della creatività poetica, orale e scritta. In breve fu in grado di padroneggiare metri e moduli principali del verso in limba.

Nel suo esilio iberico, da Siviglia a Barcellona fino al País Vasco, il Paese dei Baschi, il soldato Sidore ebbe modo di conoscere unŽaltra terra, affascinante come la sua, e se ne innamorò, nel rammarico di dover combattere contro quella gente. DallŽAndalusia, dalla Catalogna, da Vittoria, Toledo, Valladolid e altri luoghi fascinosi, per due anni inviò poesie alla madre, alla fidanzata, agli amici di Tonara. Versi dŽamore, di pace e di rispetto per lŽambiente: boschi, fiumi, montagne. Versi di fratellanza universale, lontani dalla retorica della propaganda fascista che non aveva fatto presa su di lui, educato ad altre virtù di riferimento, prima fra tutte la solidarietà.

Quelle poesie di Sidore Poddie, in parte cantate dalle donne di Tonara e custodite per mezzo secolo dalla famiglia -il poeta è morto anzitempo nel 1962, a 47 anni- sono ora in un volume (Poesias, Condaghes, 15 euro, proventi allŽAdmo) a cura del figlio Renato, presidente del Collettivo "Peppino Mereu", traduttore in italiano delle poesie paterne e autore di un saggio sui toponimi di Tonara.

Tra tutti gli eventi culturali sardi del 2012 a cui abbiamo assistito (una settantina) la presentazione del libro di Sidore Poddie -con Antonietta Dettori e Gianfranco Tore dellŽUniversità di Cagliari, Pier Luigi La Croce e altri- è stato di gran lunga lŽincontro più partecipato e ricco di rimandi emotivi per la comunità in primis ma anche per chi osserva dallŽesterno c. Funziona così, evidentemente, quando il pubblico coglie unŽappartenenza profonda e una genuinità di sentimenti nobili. CinquantŽanni di assenza contano poco davanti ai messaggi senza età capaci di dare voce poetica a palpiti non soggetti a vecchiaia.

Forse più in alto degli altri per intensità lirica il richiamo del luogo natale, metafora e realtà palpabile insieme, scrigno di affetti primigeni e di richiami onirici: terra madre nel senso profondo del termine, celebrata anche per il suo genius loci (ŽPro bellesa in visìta si ndŽincantan,/ pàtria da Mereu immortalada,/ dŽàrbures frutüosas adornada/ chi sas umbras sa terra totu amantanŽ). Anche per questo i tonaresi sentono tuttora vicino Sidore Poddie malgrado il tempo "travesta" tutto, ma non la poesia dellŽanima. Come Peppino Mereu e i giovani eroi di tutte le guerre del mondo, anche Sidore è morto prematuramente ma sas cantadoras del suo paese lo ricorderanno per sempre. Maternamente, come se gli intonassero un canto di culla: dromi, prenda istimada.

di Paolo Pillonca



Maggiori informazioni su

  Isidoro Poddie
  Condaghes
Il libro  
Isidoro Poddie

Poesias


Cagliari, Condaghes
2012, pp. 336, Poesia
Euro 15,00
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