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La rete di ´Lìberos´ : cultura e condivisione sono un´idea vincente

Rassigna de imprenta | La Nuova Sardegna | Zoy, 31 Ghennàrgiu 2013
"Lìberos" ha vinto. La comunità di scrittori lettori, editori, librai, biblioteche e lettori sardi si è aggiudicata i 100 mila euro messi in palio dal sito web "Doppiozero". L´iniziativa, partita l´anno scorso, si propone di rimettere in moto la cultura attraverso idee innovative. Da qui il concorso di idee "Che fare?´.
La scrittrice Michela Murgia, ideatrice della comunità, commenta: «Se sono contenta? Dico solo che per misurare il grado di felicità occorrerebbe la scala Richter o quella Mercalli. Sentirsi dire che un progetto culturale è replicabile anche in altri luoghi e con altri attori è meraviglioso. Non vediamo l´ora di partire. Il fatto che la nostra idea sia stata preferita a progetti molto seri, aumenta ancora nostra soddisfazione». Risolta qualche pratica la somma sarà subito disponibile. «Ma "Liberos" è una struttura leggera, dove molte cose sono legate alla rete, quindi pensiamo di poter assumere almeno tre persone che si occupino a tempo pieno della comunity», aggiunge Michela Murgia.
La giuria – composta da Andrea Bajani, Roberto Casati, Paola Dubini, Gianfranco Marrone e Armando Massarenti – ha motivato così il premio a ´Liberos´: «Riconosce alla lettura un valore economico, culturale e sociale, individuale e collettivo; coinvolge in modo originale tutti gli attori della filiera del libro; sviluppa un modello capace di bilanciare istanze commerciali e culturali; bilancia rete fisica e virtuale in un processo di costruzione di comunità; i promotori hanno saputo agire in modo fortemente reattivo e hanno utilizzato il bando come occasione di apprendimento e di focalizzazione degli sforzi progettuali».
Sul web ´Doppiozero" si conferma un accumulatore di energie e un incubatore di idee, un nuovo modo di fare e promuovere cultura. «L´idea del concorso – dice Marco Belpoliti, presidente del sito – è nata in redazione. Abbiamo uno spazio che raccoglie idee per smuovere il mondo della cultura nei tempi di crisi che purtroppo stiamo vivendo. Una squadra di sei persone è riuscita a concretizzare il progetto. "Liberos" è un´idea geniale e, come tutte le idee geniali, è semplice. L´uovo di Colombo: creare una filiera della cultura che coinvolga tutti i protagonisti, dagli scrittori, gli editori e i librai per arrivare al lettore. La comunità ristretta sarda è un ottimo laboratorio, c´è scarsità di strutture ma la cultura è diffusa, come ho avuto modo di vedere al Festival Gavoi. Sono sicuro che il modello di "Lìberos" sia esportabile, anche se con qualche difficoltà, e che la filiera del libro possa coinvolgere anche il resto del Paese».
Dal sito di ´Doppiozero´ la giuria ha espresso anche altre considerazioni a sostegno della scelta. Ad esempio sul fatto che, pur essendo il progetto fortemente ancorato alla realtà della Sardegna, il problema che affronta è nazionale e riguarda in prima battuta le zone meno popolate e quelle che non . hanno una libreria o una biblioteca. ´Lìberos´ contiene tutti gli elementi che venivano indicati dal bando: «È una proposta che parte dal basso per rispondere concretamente ad una situazione di crisi della cultura, e svolge questo compito facendo emergere ed interpretando in modo innovativo le richieste della comunità a cui si rivolge. Se ´Lìberos´ trae ispirazione e forza dal contesto particolare ed orgogliosamente locale della Sardegna – dicono a ´Doppiozero´– siamo convinti che in tutta Italia ci sia bisogno di iniziative collaborative di questo tipo». Un ulteriore motivo di soddisfazione per i creatori di ´Lìberos´ è che «il progetto si distingue – scrive la giuria – per la capacità di creare coesione sociale nei territori reali utilizzando in modo creativo, accessibile e non banale gli strumenti del web, della comunicazione digitale e dei social network».
Resterebbe da svelare il nome del mecenate che ha messo a disposizione la maggior parte della somma assegnata a ´Liberos´. Come nella migliore tradizione del mecenatismo, però, il misterioso personaggio vuole rimanere anonimo. Nell´ambiente si parla di un imprenditore creativo, legato al mondo dell´editoria, anche se non direttamente come editore di libri.

Paolo Curreli

 
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