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"Da sempre faccio il tifo per la piccola editoria" intervista a Carofiglio

Rassegna stampa | Mer, 19 Ottobre 2011
SARDEGNA 24  19/10/2011


Se la legge Levi sullŽeditoria sembrava aver posto un freno allo sconto selvaggio, limitando lo strapotere delle grandi catene di distribuzione e degli store on line a discapito delle piccole librerie indipendenti, pare che, come spesso succede anche qui sullŽisola, fatta la legge trovato lŽinganno.
Accade così che Rizzoli decida di far uscire lŽultimo libro di Gianrico Carofiglio, ŽIl silenzio dellŽondaŽ, da oggi in libreria, con uno sconto di copertina del 25 per cento.
Le librerie indipendenti sarde però, proprio non ci stanno (senza alcun preventivo accordo commerciale dovrebbero vendere il libro a un prezzo quasi identico al prezzo di acquisto) e, capitanate da Luciana Uda, presidente dellŽassociazione Librai indipendenti hanno scritto e inviato unŽaccorata lettera a Carofiglio.
E lui? Tremila copie vendute, tradotto in 24 lingue, magistrato, senatore e scrittore, di ritorno da uno sfiancante tour di presentazioni e conferenze negli Stati Uniti in Inghilterra, risponde con grande tranquillità alle nostre domande.

Ricevuta la lettera dei librai indipendenti sardi?
Sì, ma le dico da subito che non voglio entrare in nessun tipo di polemiche. Le strategie commerciali appartengono allŽeditore, posso dire che da parte mia ho cercato di fare in modo che il prezzo di copertina fosse basso, e mi pare che i miei suggerimenti siano stati accolti. La possibilità di vendere il libro con lo sconto era circoscritta a sole due settimane, ma ripeto non entro nel merito delle strategie commerciali del mio editore.
Ho un rapporto di grande cordialità con diversi librai indipendenti sardi, e trovo che sia sano che su temi importanti nascano delle civili polemiche, è una questione di democrazia. Sono un tifoso dei librai indipendenti e dei piccoli editori.
In questo mio ultimo libro il personaggio principale, Roberto, nel corso di una delle sue sedute realizza di non aver mai letto un romanzo e si avvicina e conosce la lettura. Mi è piaciuto molto raccontare la scena in cui lui entra in una libreria e sceglie unlibro, una scena che in origine era molto più lunga e che è stata tagliata in fase di editing.
Le racconto un piccolo aneddoto finora rimasto nellŽombra: ho deciso che nelle presentazioni del libro leggerò solo brani che sono stati tagliati, e direi che così possiamo organizzare delle presentazioni nelle librerie indipendenti della Sardegna ancora più interessanti.

ŽIl silenzio dellŽondaŽ è una storia di vite che si intrecciano, quali le distanze rispetto alle sue pagine precendenti?
Questo romanzo è molto diverso da quelli che ho scritto finora, cŽè un grande cambiamento sia di registri sia di ambientazione.
La storia si svolge a Roma, e per me era una scommessa raccontare una città diversa da quella che finora ha fatto da sfondo ai miei romanzi. EŽ la storia di tre vite ferite e danneggiate che si incrociano e riescono a trovare una possibilità di rinascita.

Tra i personaggi tratteggia anche la figura di uno psichiatra.
Lo psichiatra è un personaggio importante nel romanzo, ci tenevo a raccontare questa figura che mi ha sempre affascinato, così come mi affascina lŽutilizzo e la terapia delle parole. Lo psichiatra diventa per il suo paziente quasi come uno specchio. Ma dietro lo specchio cŽè comunque una persona e mi piaceva lŽidea di farla apparire con la sua umanità e con le sue debolezze.

Ha appena fatto ritorno da un lungo tour promozionale relativo però al suo penultimo romanzo, ŽLe perfezioni provvisorieŽ, ovvero il quarto romanzo con protagonista lŽavvocato Guerrieri.
Si è trattato in realtà di un tour di presentazioni e di conferenze in varie università. Ho incontrato anche diverse comunità di italiani, negli Stati Uniti e soprattutto a Londra. EŽ stato molto stancante. Ho anche notato che i lettori stranieri, come i lettori italiani si affezionano ai personaggi seriali come Guerrieri.

Lei è stato più volte ospite nei festival letterari della Sardegna. Che idea si è fatto della nostra Isola?
Amo molto la Sardegna, mi piace molto il vostro accento, con grandissimo piacere sono stato a Cagliari e anche a Gavoi in occasione del Festival letterario.

Cosa legge uno scrittore che fa anche il magistrato?
Tutto. Leggo qualsiasi cosa, anche cose imbarazzanti. Per esempio sin da piccolo sono stato ossessionato dai manuali, e anche ora continuo a comprarli, di ogni tipo, non riesco a farne a meno. Leggo anche molta saggistica e ultimamente sto leggendo romanzi stranieri in lingua originale, ora in spagnolo per lŽesattezza.

Tania Demuro

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