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Quell´ estate sulla spiaggia di Castelsardo

Rassegna stampa | La Nuova Sardegna | Mar, 28 Dicembre 2004
Il nuovo romanzo di Giuseppe Tirotto, il prolifico scrittore e poeta di Castelsardo, è un giallo, «La rena dopo la risacca», e inaugura la collana ´Is Grogus´ dell´Aipsa Edizioni di Cagliari.
Ambientata intorno a Castelsardo, la storia si svolge in parte su una delle spiagge più frequentate della zona - forse quella di Lu Bagnu -, in parte in un paese del retroterra; e, collocata com´è a metà degli anni Settanta, quando lo scrittore aveva una ventina d´anni, potrebbe contenere qualche suggestione autobiografica.
Racconta di Antonio che, appena conseguito il diploma, si appresta a godere di un´estate di vacanza, durante la quale potrebbe consolidare la simpatia che ha stabilito con una ragazza del paese, Chiara. Ma a sconvolgere la sua vita arriva una giovane e avvenente vedova, Elvira, che, venendo ogni giorno dal villaggio dell´interno, Vézziri, lo incontra sulla spiaggia e gli mostra crescente simpatia. La narrazione comporta anche qualche notazione di carattere sociologico, visto che il ragazzo, di famiglia modesta, viene a trovarsi in un ambiente di borghesia ricca e apparentemente spensierata; e poi perché la gente di Vézziri vive ancora in una struttura a piramide, con al culmine la famiglia di possidenti della quale Elvira fa parte.
Ma l´intento di Tirotto è soprattutto quello di seguire il processo di turbamento erotico che il protagonista attraversa, mano mano che la donna lo seduce e lo avvolge nelle sue trame. La vicenda, presentata con un abile gioco di flash-back, si allarga a un buon numero di personaggi, tutti inseriti in un gioco delle parti che si svelerà, come è d´obbligo in un buon giallo, soltanto nel finale. Preme precisare che Antonio, giunto sulla soglia del delitto per amore della bella vedova, riuscirà fortuitamente a cavarsela, e a riprendere, senza che si sospetti il suo coinvolgimento, il flirt con la ragazza Chiara: il che sembra un eccesso di benevolenza da parte dello scrittore verso di lui, che secondo un elementare codice morale avrebbe meritato di pagare qualcosa per la sua ingenuità.
Il romanzo «La rena dopo la risacca» rappresenta una tappa importante nella carriera di Tirotto: in questi ultimi dieci anni, oltre a vincere una miriade di premi con poesie scritte nel linguaggio del suo paese, che proprio quest´anno ha raccolto nel volume «La forma di l´anima», ha pubblicato ben tre romanzi, sempre nel sardo della sua zona: «Lu bastimentu di li sogni di sciumma, storia d´amore e di mare», nel 1996; «L´umbra di lu soli», drammatica vicenda di contrasti umani e sociali, nel 2001; e «Cumenti oru di neuli», storia di una donna tra tanti uomini, nel 2002.
Ha cioè messo tutto il suo impegno per dare dignità letteraria alla propria lingua materna ma, come ha lamentato anche pubblicamente, queste opere in prosa - due delle quali premiate al concorso Casteddu de Sa Fae di Posada - hanno avuto scarso riscontro non tanto da parte del pubblico dei lettori, quanto dalla critica ufficiale.
Anche per questo si è deciso a tentare, con «La rena dopo la risacca» l´esperienza del romanzo in italiano; ma non abbandonando del tutto la lingua del luogo, che ritorna in frasi ed espressioni inserite in tutte le pagine: ne deriva un impasto interessante, sia per l´alternarsi dei codici, sia perché quello dominante, l´italiano, acquista grazie al rapporto con l´altro in originalità ed anticonformismo. (salvatore tola)


 
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