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Come capire inglese francese e tedesco imparando il sardo

Rassigna de imprenta | LŽUnione Sarda | Mer, 7 Santugaine 1998
Alla Fiera del Libro di Francoforte il linguista Blasco Ferrer e le edizioni Condaghes propongono un vocabolario in cd rom.

Diceva Wittgenstein che il linguaggio è lŽimmagine logica del mondo. E la lingua sarda, nelle sue varianti campidanese e logudorese, è il filo dŽArianna che tiene insieme Pro domo, il nuovo saggio (con accluso Cd rom, vera novità del progetto) che il linguista Eduardo Blasco Ferrer e le edizioni Condaghes presenteranno sabato alla Fiera del libro di Francoforte.

Il cd-rom di Pro domo, se non è unŽenciclopedia multimediale sullŽisola e neppure una guida turistica o una storia della Sardegna, è «tutto questo messo insieme»: un complesso di informazioni e notizie essenziali che suggeriscono percorsi di ricerca e studio. AllŽinterno del dischetto - che consente livelli e itinerari di lettura molto diversi a seconda dellŽinteresse e dellŽetà del navigatore - ci si muove agilmente grazie a una grafica chiara e piacevole.

Uno degli elementi più interessanti è il vocabolario, dove semplificati nei disegni di Bruno Olivieri, sono stati raggruppati settori specifici del lessico, suddivisi per argomenti e associazioni mentali. Contiene 3000 vocaboli: quelli individuati da Tullio de Mauro come fondamentali per ogni lingua. Nel vocabolario elettronico elaborato da Blasco Ferrer, le 3000 parole più frequenti nella lingua sarda sono tradotte nei corrispondenti lemmi delle sei lingue europee: lŽitaliano, il francese, lŽinglese, lo spagnolo, il tedesco e il catalano, scelti dallŽautore come termini di paragone costante col sardo.

Queste 3000 parole costituiscono il lessico fondamentale della lingua sarda che chiunque intenda imparare dovrebbe conoscere. Una sorta di vocabolario di base per comunicare che poi ognuno può integrare con le proprie conoscenze: accanto al vocabolario generale il cd-rom consente di costruirne uno personale con le variazioni locali, che in Sardegna sono una miriade, dei singoli termini.

Una soluzione che scavalca tutti discorsi sulla frammentarietà della lingua sarda e pone le basi per una versione futura del sardo, costruita in modo da rendere conto di tutte le varianti. Soprattutto, questa funzione e molte altre disseminate lungo tutti i percorsi di studio presenti nel cd-rom, fa del multimediale un prodotto interattivo e perciò didatticamente molto utile. In questo senso, se Pro domo non rivoluziona alcuna didattica della lingua e della cultura sarda, ancora tutta da pensare, sicuramente ne fornisce una intelligente e moderna. Una didattica che non solo aggancia il discorso linguistico a quello culturale e politico, riconoscendo alla lingua il suo ruolo fondamentale nella costruzione dellŽidentità di un popolo e della sua storia. Ugualmente, nella parte più strettamente grammaticale, è in grado di dare, scrive Blasco Ferrer, «le informazioni sicure per lŽuso corretto della lingua, vale a dire per quellŽuso corrente che la comunità dei parlanti ha sancito come rappresentativo del proprio codice di comunicazione».

Le altre due sezioni da visitare nel Cd rom di Pro domo (dischetto e volume, in libreria costano 120 mila lire) sono le Unità didattiche e le schede culturali, queste ultime dotate anchŽesse di un vocabolarietto dŽitaliano distribuito sul testo che esplicita il significato di alcune parole. Le prime si aprono con un brano parlato in logudorese o campidanese, (che si può ascoltare e registrare) e contengono oltre alla traduzione in italiano, anche le due sezioni ŽSardo e latinoŽ e ŽSardo ed EuropaŽ dove la lingua sarda è messa in rapporto con le altre lingue europee.

UnŽintera sezione è dedicata alle lezioni di grammatica e agli esercizi. Nelle schede culturali si possono trovare informazioni sulla storia della Sardegna, le sue tradizioni, le feste, i personaggi storici, il tutto arricchito da una cospicua cartografia tematica, immagini e filmati sonori e da brevi note di biografia essenziale.

Sia le une che le altre hanno contenuti educativi che rimandano allŽeducazione civica, una disciplina che non si insegna più nelle scuole, ma necessaria per muoversi nella realtà e avere consapevolezza di quanto succede.

(Franca Rita Porcu)

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