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Quel sentiero buio e nero dei bambini violati

Rassigna de imprenta | LŽUnione Sarda | Sap, 22 Cabudanni 2001
Il collare invisibile di Fabio Frau.

Non era la prima volta che parlava con una psicologa e, con tutta probabilità, neppure la prima che disegnava un sentiero nel bosco e, in mezzo agli alberi, uno, cento mille occhi che la guardavano. «Mi sento osservata. Non ci si può nascondere. È buio. È nero nero». Anna lo diceva, e lo scriveva spesso, che intorno a lei cŽera buio. A volte era una pozzanghera, altre gli occhi di un pagliaccio. UnŽimmagine, più volentieri di una parola, ché ha il vantaggio di sfuggire alla retorica.
Buio e nero è il dolore che ogni bambino abusato, come Anna, si porta dentro. La difficoltà, per ognuno di loro, è comunicarlo, dargli un nome, il suono forte e pesante di una voce.
Quando si parla di pedofilia, e si prova a descrivere lŽuniverso emotivo delle vittime, la difficoltà maggiore è proprio trovare le parole. Le giuste verrebbe da dire, insomma, quelle che evitano la banalizzazione, o la spettacolarizzazione (che poi è la stessa cosa), o lŽambiguità, che riescano a descrivere il male, il dolore per ciò che sono. Una difficoltà tanto più grande se lŽintenzione è di raccontare una perversione sessuale che ha per oggetto i bambini, agli stessi bambini.
La sensibilità e la fantasia di Fabio Frau hanno compilato un vocabolario garbato e fervido nel descrivere il vortice di dubbi, paure, allucinazioni e sofferenza che intrappola nella solitudine i bambini abusati da adulti malati. Il pregio maggiore de Il collare invisibile, opera prima dello studente cagliaritano pubblicata nella collana Il trenino verde della Condaghes, è nella levità e freschezza del linguaggio (anche merito di un editing accurato), nella forza della metafore che colpisce, in egual misura, sia i piccoli lettori (tra i nove e i tredici anni, come suggerisce la quarta di copertina) a cui il libro è destinato, sia i grandi, genitori o educatori, che vogliono leggerlo insieme a figli o scolari.
Il disgusto, la repulsione, la paura che Valentina prova nei confronti del suo molestatore, è come un collare invisibile che si stringe ogni volta che la bambina cerca di chiedere aiuto. LŽumiliazione, la vergogna che la intristiscono giorno dopo giorno sono la conseguenza della rapina che lŽaggressore compie a suo danno, rubandole la risata, lŽesuberante e innocente voglia di vivere. La trama della storia imbastita e illustrata (con minore abilità) da Fabio Frau, iscritto alla facoltà di Economia e commercio di Cagliari, è semplice: Valentina è una ragazzina allegra che ha la sfortuna di imbattersi in un vecchio pedofilo, lŽequivoco e malvagio zio Matteo, e dal quale riesce a salvarsi solo grazie a una scelta di coraggio.

Al di là dello stereotipo del maniaco anziano e psicopatico, rafforzato dal narratore e radicato nellŽimmaginario delle persone, ma smentito da numerose ricerche, Il collare invisibile, rispettandone i limiti (e nello stesso tempo la forza) di racconto per ragazzi, richiama lŽattenzione sul vissuto del bambino oggetto di violenza sessuale. Nel paiolo delle opinioni, delle analisi pisco-sociologiche con riferimenti storici intorno alla pedofilia, si ignorano spesso i sentimenti del minore, il suo punto di vista; eppure, a giudizio di molti psicoterapeuti, è proprio da lì che bisogna partire per stabilire i confini certi della pedofilia, innanzitutto per definirla correttamente, sfuggendo alle facili e ambigue prese di posizione sul tema.
La pedofilia nasconde, dietro lŽapparente amorevolezza verso i più piccoli, intenti egoistici e di dominio. È una perversione, sia pure ancora poco conosciuta: non è accettabile credere che un bambino possa spontaneamente offrire il suo consenso ad avere un rapporto sessuale con un adulto. Approfondire i danni, in molti casi irreparabili, sullŽequilibrio psicologico e mentale delle piccole vittime di abuso, e sottolineare lŽincolmabile distanza tra una persona matura e responsabile e un bambino che, al contrario, non è in grado di rispondere di se stesso, è la strada migliore che un libro, sia pure dedicato agli under 13, possa suggerire.

(Franca Rita Porcu)

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